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  • La flottiglia Global Sumud intercettata dalla marina israeliana a 1.100 km da Israele

    La flottiglia Global Sumud intercettata dalla marina israeliana a 1.100 km da Israele

    30 aprile 2026 – A 1.100 km da Gaza, in acque internazionali all’interno della zona SAR greca, le forze israeliane hanno intercettato e abbordato con la forza almeno 21 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, a cui Open Arms partecipa dal 15 aprile.

    Le imbarcazioni sono state minacciate con armi automatiche, alcune sono rimaste alla deriva dopo il blocco dei motori e sono state registrate interferenze nelle comunicazioni di emergenza e nei sistemi di navigazione, provocando la perdita di contatto con parte della flottiglia.Nonostante si trovassero in una zona sotto responsabilità europea e avessero lanciato segnali di soccorso, non è stato attivato alcun meccanismo di salvataggio.

    I fatti costituiscono una grave violazione del diritto marittimo internazionale.

    In questo momento, la nave Open Arms sta conducendo operazioni di ricerca e soccorso.

    Open Arms chiede:

    • Il ripristino immediato delle comunicazioni
    • Garanzie di sicurezza per tutte le imbarcazioni
    • L’attivazione dei protocolli di ricerca e soccorso
    • La fine di qualsiasi azione che metta in pericolo la flottiglia
  • Il 14 aprile abbiamo presentato il nostro libro al Parlamento europeo e portato il soccorso al centro del dibattito

    Il 14 aprile abbiamo presentato il nostro libro al Parlamento europeo e portato il soccorso al centro del dibattito

    Bruxelles, 14 aprile 2026 — Open Arms ha partecipato al Parlamento europeo all’audizione “Mediterranean: Restarting from the people”, promossa dall’eurodeputato Nicola Zingaretti, nel quadro del futuro Patto per il Mediterraneo.

    In questo spazio, l’organizzazione ha portato la propria esperienza diretta in mare, dopo oltre dieci anni di soccorsi nel Mediterraneo centrale, in un contesto in cui le morti continuano ad aumentare nonostante la diminuzione delle partenze.

    Open Arms ha chiesto di rimettere le persone al centro delle politiche europee, con misure concrete come una missione europea di ricerca e soccorso, vie legali e sicure e la fine di pratiche che violano il diritto internazionale.

    Nello stesso contesto, e in occasione del suo decimo anniversario, l’organizzazione ha presentato il libro “Open Arms. Una misión a contracorriente”, che raccoglie dieci anni di soccorsi, testimonianze e storie in prima persona. Il volume è stato inoltre acquisito dalla biblioteca del Parlamento europeo, come parte di un esercizio di memoria e di interpellanza diretta alle istituzioni europee.

    Perché salvare vite non dovrebbe essere un’opzione politica, ma un obbligo.

  • Open Arms si unisce all’iniziativa Rumbo a Cuba

    Open Arms si unisce all’iniziativa Rumbo a Cuba

    Il popolo cubano si trova in una situazione limite.

    Dopo più di sei decenni di blocco economico, commerciale e finanziario imposto unilateralmente dagli Stati Uniti,senza il sostegno delle Nazioni Unite, l’isola è esausta.

    Come se non bastasse, ora Donald Trump ha dato un’ulteriore stretta decretando un vero e proprio assedio medievale a Cuba, proibendo la fornitura di petrolio e cercando di provocare una crisi umanitaria dalle conseguenze terribili per il suo popolo.

    A maggio salpiamo verso Cuba per rispondere a una situazione umanitaria sempre più critica e portare energia solare all’Ospedale Pediatrico Juan Manuel Márquez all’Avana.

    Aiutaci a realizzarlo.

  • La Open Arms si unisce alla Global Sumud Flotilla. Salperà il 12 aprile da Barcellona.

    La Open Arms si unisce alla Global Sumud Flotilla. Salperà il 12 aprile da Barcellona.

    La Open Arms farà rotta verso Gaza insieme alla Global Sumud Flotilla. Salperà il 12 aprile da Barcellona.

    Perché la tragedia non è finita. Ha solo smesso di occupare i titoli dei giornali.

    L’assedio continua, anche se il mondo guarda altrove. Ciò che accade non è solo un conflitto: è la sofferenza prolungata di una popolazione civile intrappolata e senza via d’uscita.

    Nel marzo 2024 abbiamo aperto un corridoio umanitario via mare quando sembrava impossibile.
    Nonostante fosse coordinata, abbiamo dovuto sospendere la missione dopo l’attacco che ha ucciso sette operatori umanitari.

    Abbiamo promesso di non dimenticare Gaza. Perché ignorare ciò che accade non lo rende meno reale.
    Perché quando i governi tacciono, la società civile deve agire.

    Open Arms salperà con la Global Sumud Flotilla.
    Non solo per testimoniare.
    Ma per agire.
    Di nuovo.

  • 10 ANNI DI OPEN ARMS: UN EVENTO CONTROCORRENTE

    10 ANNI DI OPEN ARMS: UN EVENTO CONTROCORRENTE

    Open Arms commemora 10 anni di impegno per la vita e i diritti umani con un evento a Barcellona

    Badalona, settembre 2025 – Sono passati dieci anni da quando Open Arms ha compiuto il suo primo passo nel Mediterraneo, quando un piccolo gruppo di bagnini decise di intervenire di fronte alla crisi umanitaria che si stava vivendo sulle coste di Lesbo. Ciò che nacque come un gesto volontario e urgente nel settembre 2015 si è trasformato in un movimento collettivo che ha salvato più di 72.000 vite in mare e ha difeso la dignità delle persone, con un impegno fermo per i diritti umani e contro l’odio.

    Per commemorare questo anniversario, Open Arms organizza il prossimo 29 settembre alla Llotja de Mar di Barcellona un evento che non vuole essere una celebrazione, ma un atto collettivo di memoria, impegno e rivendicazione.

    La serata comprenderà una cena commemorativa e un’azione artistica unica de La Fura dels Baus. L’evento sarà condotto dal giornalista e presentatore Marc Giró e riunirà artisti e personalità del mondo della cultura, dello sport e della ricerca che in questi anni hanno accompagnato l’organizzazione, tra cui Rozalén, Rigoberta Bandini e Joan Manuel Serrat, insieme a rappresentanti di enti e organizzazioni alleate che hanno camminato al fianco di Open Arms in questo percorso.

    Dieci anni fa tutto è iniziato con un gesto semplice, necessario e radicale: non voltarsi dall’altra parte. Da allora, migliaia di persone, organizzazioni e figure del mondo della cultura e della società civile si sono unite alla nostra missione. Questo evento è dedicato a tutte loro”, spiega Oscar Camps, fondatore di Open Arms.