10 anni, 72.000 vite salvate.


Il Mediterraneo centrale è diventato la rotta migratoria più letale del mondo.

Da dieci anni Open Arms è lì per una sola ragione: salvare chi sta per morire in mare.

Abbiamo soccorso barche sovraccariche, persone alla deriva, bambini disidratati, donne incinte e naufraghi in condizioni critiche. 

In questi anni abbiamo salvato più di 72.000 persone.

Persone che oggi sono vive grazie alla presenza di soccorritori civili nel Mediterraneo.

Dove altri non arrivano

Il Mediterraneo non è solo un mare. È diventato una delle frontiere più pericolose del pianeta.

Barche sovraccariche, motori rotti, persone senza acqua né carburante.

Quando riceviamo una segnalazione partiamo subito. Perché quando qualcuno sta annegando non c’è tempo per discutere

C’è solo il tempo per salvare vite.

Salvare vite non dovrebbe essere un crimine

Negli ultimi anni le ONG di soccorso nel Mediterraneo sono state oggetto di forti pressioni politiche.

Open Arms ha affrontato sequestri amministrativi, campagne mediatiche e procedimenti giudiziari.

Il caso più emblematico è quello del 2019, quando la nostra nave rimase per giorni davanti a Lampedusa con centinaia di persone salvate dal mare a bordo, in attesa di un porto sicuro. Da quella vicenda è nato il processo contro l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, accusato di aver impedito lo sbarco delle persone soccorse.

Durante anni di attacchi politici, abbiamo continuato a fare una sola cosa: salvare vite.

Perché il diritto del mare è chiaro: Chi è in pericolo deve essere soccorso. Sempre.


I nostri obiettivi

Difendere i diritti umani anche nelle istituzioni


Open Arms porta la propria testimonianza anche nelle istituzioni europee.
Ci rapportiamo spesso con i membri del Parlamento europeo, con alcune sessioni della Commissione e con la società civile che insieme a noi porta avanti il principio del soccorso in mare.
Il soccorso non è una scelta politica. È un obbligo umanitario e legale.
Salvare vite non è un crimine. È un dovere.

Intervenire nelle emergenze umanitarie


Quando una crisi umanitaria colpisce popolazioni vulnerabili, Open Arms è pronta ad intervenire.
Negli ultimi anni abbiamo organizzato missioni di aiuto e ponti aerei umanitari per evacuare civili colpiti da guerre e disastri.
Tra queste missioni:
• missioni di assistenza e invio di aiuti umanitari verso Gaza
intervento di emergenza dopo la DANA che ha colpito la Comunità Valenciana
• operazioni di supporto durante l’emergenza COVID-19
• evacuazioni umanitarie dalla guerra in Ucraina
• aiuti umanitari dopo le inondazioni in Pakistan
• supporto sanitario e invio di materiale medico dopo il terremoto in Siria e Turchia
Ogni intervento ha lo stesso obiettivo: proteggere vite umane.
 

Prevenire le tragedie: progetto ORIGEN


Molte persone partono verso l’Europa senza conoscere davvero i pericoli della traversata nel Mediterraneo.
Per questo Open Arms ha creato ORIGEN, un progetto educativo in Senegal. Attraverso scuole e comunità locali raccontiamo:
• i rischi reali della traversata
• le storie di chi non è sopravvissuto
• le conseguenze del viaggio irregolare
Informare significa prevenire tragedie e salvare vite prima ancora che il viaggio inizi.

Educazione e sensibilizzazione
Open Arms sviluppa anche programmi educativi in Europa per promuovere i diritti umani e la solidarietà.
Collaboriamo con scuole, università e organizzazioni sociali per diffondere una cultura di rispetto e responsabilità.
Perché salvare vite significa anche cambiare la narrativa.


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