La traiettoria di Oscar Camps è stata riconosciuta con l’onorificenza al Merito Civile, conferita dal Ministero degli Affari Esteri.
Si tratta di una delle più alte decorazioni ufficiali, pensata per riconoscere servizi di particolare rilevanza svolti in ambito civile.
Il team di Open Arms è orgoglioso di questo meritato riconoscimento e ci sentiamo parte di esso.
Le parole di Oscar:
«Ricevo questa onorificenza al Merito Civile con gratitudine e con rispetto, ma anche con il reale disagio di non sapere cosa fare dei riconoscimenti quando si viene dal mare.
Dall’aver visto persone annegare. Dall’aver recuperato corpi. Dall’essere arrivati troppo tardi, troppe volte.»
Questo merito non lo ricevo a titolo personale.
Appartiene a tutte le persone che sostengono Open Arms sapendo che ci sono persone che annegano mentre le decisioni che potrebbero salvarle vengono rimandate, diluite o evitate. Persone che hanno agito quando salvare vite ha iniziato a diventare qualcosa di messo nel mirino, controllato e, in alcuni casi, perseguito.
Open Arms è nata nel 2015 per un motivo elementare: c’erano persone che morivano in mare.
Non per gestire frontiere.
Non per sostituirsi agli Stati.
Non per fare politica.
Ma per fare ciò che andava fatto: entrare in acqua e tirare fuori qualcuno vivo.
Dieci anni dopo, quella missione non è cambiata. È cambiato il contesto.
Dove prima c’era cooperazione, oggi c’è blocco.
Dove c’era solidarietà, oggi ci sono sospetto e, a volte, odio.
E dove il diritto internazionale dovrebbe offrire certezze, troppo spesso troviamo il silenzio degli Stati.
Per questo questo riconoscimento conta. Arriva in un momento in cui l’aiuto umanitario è stato criminalizzato e utilizzato come pretesto per politiche migratorie basate sulla paura e sull’esclusione.
Che lo Stato affermi oggi che salvare vite è un valore civico e non un reato non è un gesto secondario. Ha delle conseguenze. Conta moltissimo.
Ma sarebbe insufficiente se restasse solo un simbolo.
Il Mediterraneo continua a essere la frontiera più letale del mondo.
E lo è come risultato di decisioni politiche concrete.
L’Europa —e anche la Spagna— ha bisogno di politiche coerenti con i diritti umani che proclama. Niente più cerotti. Niente più voltarsi dall’altra parte. Niente più delegare alla società civile ciò che è una responsabilità istituzionale.
La storia non giudica le intenzioni. Giudica le decisioni.
E giudica ciò che ognuno ha fatto quando sapeva cosa stava accadendo.
Salvare vite è un principio. E i principi non si negoziano.
Oscar Camps









