Categoria: Attualità

  • Si conclude la Missione 101 di Open Arms con 299 persone salvate

    Si conclude la Missione 101 di Open Arms con 299 persone salvate

    Dopo poche ore abbiamo ricevuto nuovamente istruzioni dalle autorità italiane, che ci chiedevano di ispezionare la situazione di altre imbarcazioni che si trovavano a poca distanza dalla nostra nave. Arrivati ​​sul luogo indicato, ci siamo trovati di fronte uno scenario complicato, con 6 imbarcazioni precarie, sovraccariche e in difficoltà. Su richiesta delle autorità italiane, abbiamo fornito assistenza fino all’arrivo della Guardia Costiera. Successivamente, abbiamo soccorso 4 di quelle imbarcazioni e preso a bordo altre 185 persone, che erano salpate da Sfax, in Tunisia.

     

    Dopo i 6 soccorsi, effettuati nella stessa giornata, a bordo della Open Arms erano presenti 299 persone, tra cui 26 donne (alcune in stato avanzato di gestazione) e 89 minori (tra cui una bambina di 5 anni), in gran parte non accompagnati. I principali Paesi di provenienza delle persone soccorse erano Sudan, Eritrea, Egitto, Etiopia, Siria, Tunisia, Guinea, Costa d’Avorio, Senegal, Nigeria, Burkina Faso, Mali ed Egitto.

     

    Nonostante la collaborazione della nostra organizzazione con le autorità italiane, il governo di Giorgia Meloni ha deciso di assegnarci ancora una volta un porto di sbarco (in questo caso Brindisi) molto più lontano da qualsiasi altro porto in Sicilia o in Calabria, regioni più vicine alla zona di intervento, nel chiaro tentativo di proseguire con la strategia contro le Ong che lavorano in mare e mostrando un totale disprezzo nei confronti delle persone soccorse in mare.

     

    Dopo 3 giorni di navigazione, le 299 persone soccorse dalla Open Arms sono potute sbarcare in sicurezza a Brindisi.

     

    LA TUNISIA STA DIVENTANDO UNA NUOVA LIBIA

     

    Secondo le testimonianze delle persone soccorse da Open Arms nelle ultime missioni, la Tunisia sta diventando sempre più un inferno in terra, proprio come la Libia: espulsioni forzate, abusi, abbandono di uomini, donne e bambini nel deserto senza acqua né cibo, xenofobia e violenza da parte delle autorità nordafricane nei confronti dei migranti neri.

     

    Ma il governo italiano e le istituzioni UE continuano a finanziare il regime tunisino e quello libico affinché facciano il “lavoro sporco”. In questo contesto, saranno sempre più le persone che nell’immediato futuro decideranno di mettersi in mare, rischiando così la propria vita, data l’impossibilità di farlo legalmente e in sicurezza. Solo quest’anno sono già più di 1.895 le persone affogate nella fossa comune più grande del pianeta.

     

    Per questa ragione, dopo aver effettuato rifornimento e cambiato l’equipaggio, la Open Arms farà nuovamente rotta verso il Mediterraneo centrale per la Missione 102. Perché salvare vite umane e difendere la dignità delle persone in situazione di vulnerabilità è la nostra missione da ormai quasi 8 anni.

     

    Tutto questo non sarebbe possibile senza l’aiuto e il supporto della società civile, delle persone che ci aiutano da terra, diffondendo e sostenendo il nostro lavoro. Ora più che mai abbiamo bisogno di persone come te che ci aiutino a denunciare ciò che sta accadendo nel Mediterraneo e a salvare le persone che i governi e la UE abbandonano in mare.

  • 117 persone salvate e centinaia soccorse durante la Missione 100 di Open Arms

    117 persone salvate e centinaia soccorse durante la Missione 100 di Open Arms

    Proseguendo nella sua strategia di intimidazione alle organizzazioni della società civile che rispettano la legislazione marittima internazionale e la protezione della vita in mare, il governo di Giorgia Meloni ha deciso di assegnarci come porto di sbarco quello di Livorno, che si trova a 650 miglia nautiche dalla zona del salvataggio, tre volte più lontano del porto sicuro più vicino, in Sicilia, che ci avrebbero dovuto assegnare secondo i trattati internazionali. Un altro esempio del cinismo e del disprezzo per la sofferenza dei più vulnerabili da parte delle autorità italiane.

    Durante la navigazione verso il porto di Livorno, l’Open Arms ha individuato altre 4 imbarcazioni precarie e sovraccariche e ha fornito assistenza alle 149 persone a bordo fino all’arrivo della Guardia Costiera.

    Infine, dopo 5 giorni di navigazione, le 117 persone salvate dall’Open Arms hanno potuto sbarcare in sicurezza a Livorno.

    Tuttavia, finora nel 2023 sono già state perse più di 1.807 vite innocenti nel fondo di questa enorme fossa comune. L’estate è appena iniziata e ci troviamo di fronte a una delle peggiori crisi degli ultimi anni. La situazione di instabilità e di conflitto in Libia e Tunisia, unita alla buona climatologia, spingeranno molte altre persone ad attraversare il Mediterraneo, a causa dell’impossibilità di farlo legalmente e in sicurezza.

    Per questo, dopo il cambio di equipaggio e il rifornimento, l’Open Arms riprenderà il suo viaggio verso il Mediterraneo centrale nella Missione 101.

    Perché proteggere le vite in pericolo è la nostra missione, il nostro impegno e la nostra responsabilità. Oggi, più che mai, sei fondamentale per la nostra squadra e abbiamo bisogno che tu sia con noi in ogni missione. Senza il tuo sostegno, non sarà possibile.

     

    Autore delle foto:
    Joan Mateu Parra

  • La nave Open Arms ritorna nel Mediterraneo centrale per la Missione 100

    La nave Open Arms ritorna nel Mediterraneo centrale per la Missione 100

    Proteggere vite in pericolo è la nostra missione, il nostro impegno e il nostro obbligo. Perché quando in mare c’è in gioco la vita delle persone, ci sono solo due opzioni: proteggerle o lasciarle morire.

    Dal 2014, più di 26.912 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo, che è diventato la più grande fossa comune del pianeta. Per questo torniamo lì, perché soccorrere significa salvare vite, ma anche garantire loro la dignità a cui hanno diritto tutte le persone, da qualunque parte provengano.

    Oggi più che mai hai un ruolo fondamentale nella nostra squadra e abbiamo bisogno di te in ogni missione. Senza il tuo supporto, non ce la faremmo.

  • Oscar Camps testimone nella nuova udienza del processo contro Salvini

    Oscar Camps testimone nella nuova udienza del processo contro Salvini

    Questa udienza è stata particolarmente importante perché ha rappresentato un’occasione per comprendere meglio quanto stabilito dalla Legge che regola il salvataggio marittimo; quali sono stati e sono oggi gli obblighi dei governi e delle navi in ​​mare, nonché le carenze e le inefficienze che continuano a caratterizzare la condotta delle autorità.

    Ricostruire le vicende di quei giorni è servito a comprendere meglio la catena di responsabilità che in questi anni ha reso il Mediterraneo la frontiera più letale del mondo a causa del deliberato disinteresse delle istituzioni europee, della mancanza di operazioni governative di ricerca e soccorso, e per gli accordi criminali stipulati con paesi instabili dove i diritti umani e la vita sono sistematicamente violati.

  • Il Girona FC si unisce alla missione di Open Arms

    Il Girona FC si unisce alla missione di Open Arms

    I tifosi che acquisteranno o hanno già acquistato la maglia ufficiale del Girona per questa stagione potranno imprimere il logo Open Arms sulla manica al costo di 5 euro, e il ricavato sarà destinato interamente alle nostre missioni.

    L’accordo con il Girona FC però va oltre i campi di calcio. Nei prossimi mesi, Open Arms entrerà nelle scuole della provincia di Girona con il progetto educativo “Educazione alla Libertà”, con l’obiettivo di promuovere valori fiondamentali come la giustizia, l’empatia, la dignità e il rispetto per tutti gli individui, indipendentemente dalle loro convinzioni, origini e opinioni. Gli alunni di Girona si uniranno agli oltre 125.000 studenti provenienti da 2.500 centri educativi di tutto il mondo che, dal 2015 ad oggi, hanno già partecipato al nostro progetto.

    L’accordo è stato siglato dal fondatore e direttore di Open Arms, Oscar Camps, e dal presidente del Girona FC, Delfí Geli, durante la visita avvenuta pochi giorni fa sulla nave Open Arms Uno, a cui ha partecipato anche l’allenatore della squadra, Míchel Sánchez.

    Delfí Geli ha dichiarato: “Questo accordo di collaborazione con Open Arms è per noi un motivo di orgoglio, per il grande lavoro umanitario che svolgono ovunque, e da Girona vogliamo dare una mano, offrendo loro la visibilità di una società di calcio come la nostra”.

    Oscar Camps, da parte sua, ha sottolineato: “Che un club di Prima Divisione così rappresentativo come il Girona ci presti attenzione e ci ‘ceda una spalla’ per poter mostrare il nostro emblema è molto importante. Oggigiorno il calcio arriva nelle case di milioni di persone ed è uno strumento molto importante per trasmettere dei valori. Noi di Open Arms cercheremo di essere all’altezza e speriamo di poter fare tante cose, soprattutto con i ragazzi, che sono il nostro obiettivo principale “.


    Guarda il video della collaborazione:

  • Presentazione della t-shirt solidale “Samanté! Andreu Buenafuente x Open Arms”

    Presentazione della t-shirt solidale “Samanté! Andreu Buenafuente x Open Arms”

    Ammiro profondamente il lavoro di Open Arms e lo tengo sempre a mente”, ha dichiarato il comico durante la presentazione. “Abbiamo sfruttato l’enorme potere comunicativo delle magliette e di un’immagine semplice come quella di un cuore- così pesante da far quasi sbilanciare la nave!- per mettere al centro del dibattito, in maniera positiva, il lavoro dell’organizzazione”.

    “Quando vedo qualcuno con la maglietta di Open Arms”, ha concluso Buenafuente, “penso sempre: lo vedi, è della mia squadra!”.

    La presentazione davanti alla stampa è stata l’occasione per analizzare lo “stato d’emergenza” migratorio decretato dal Governo italiano pochi giorni fa. “Gli ultimi governi italiani di estrema destra hanno smantellato il sistema di accoglienza degli arrivi”, ha commentato Oscar Camps. “Sappiamo che questo provvedimento avrà delle conseguenze, ma non ne sappiamo ancora la portata, né quali normative riguarderanno”.

    La maglia è già in vendita nel nostro negozio online Openarms.es, sul sito Samanteofficial.com e nei negozi fisici e online di Natura. Il ricavato della vendita di questo capo in cotone biologico al 100% sarà devoluto interamente ad Open Arms, per sostenre ele nostre missioni in mare e a terra. Perché quando le persone sono in pericolo, è il senso di umanità che deve prevalere e dobbiamo proteggere la vita delle persone in situazioni vulnerabili, perché è nella nostra essenza.

     

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  • Più di 1.300 persone visitano Astral durante la sua missione “Educazione alla Libertà” nelle Isole Baleari

    Più di 1.300 persone visitano Astral durante la sua missione “Educazione alla Libertà” nelle Isole Baleari

    Durante gli incontri abbiamo affrontato i temi dell’empatia, del rispetto delle diversità, della tutela dei più vulnerabili, del riconoscimento della dignità e dei diritti umani. E abbiamo parlato con gli insegnanti delle 14 scuole che ci hanno visitato (9 di Maiorca, 3 di Ibiza e 2 di Minorca) per poter includere la nostra metodologia nelle loro classi.

    Il 22 marzo, a Maiorca, inoltre ci ha fatto visita la Presidente del Governo delle Baleari, Francina Armengol, insieme all’Assessore agli Affari Sociali e lo Sport, Fina Santiago, che hanno sottolineato l’importanza di questo incontro per sensibilizzare i cittadini delle  Baleari e, in particolar modo, gli studenti delle isole, sul fenomeno migratorio e i diritti umani nel Mediterraneo.

    Abbiamo anche organizzato diverse giornate di porte aperte al pubblico e cicli di lettura per bambini, durante i quali abbiamo letto i libri della nostra collana “Storie alla deriva”.

    L’esperienza di questi 17 giorni alle Isole Baleari è stata molto intensa, ma anche molto confortante e piena di speranza, e ci ha ribadito, ancora una volta, quanto l’educazione sia un pilastro fondamentale per costruire un mondo di pace, più giusto e sostenibile.

    Dopo qualche giorno in porto per prepararsi alla prossima missione, Astral tornerà nel Mediterraneo centrale per una missione di osservazione, sorveglianza e denuncia, in quello stesso mare che è diventato la fossa comune più grande del pianeta, con almeno 576 persone annegate solo quest’anno.

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  • Emergenza terremoto in Siria: Primo volo umanitario con forniture mediche organizzato da Open Arms

    Emergenza terremoto in Siria: Primo volo umanitario con forniture mediche organizzato da Open Arms

    Nelle ore immediatamente successive al sisma, un team di Open Arms e SAR Navarra (ONG spagnola specializzata in emergenze e catastrofi) si è recato in missione di analisi e valutazione (EDAN) nelle zone più colpite dal sisma nella Siria nordoccidentale, un luogo controllato da gruppi contrari al regime di Bashar al-Assad e martoriato da più di 12 anni di conflitto.

    La peggiore catastrofe naturale nella regione in più di un secolo

    Il team ha potuto comprovare la gravissima situazione in cui versava la regione e l’abbandono da parte della comunità internazionale nei giorni successivi al terremoto.

    Per questo motivo, in virtù dell’alleanza strategica con l’organizzazione Solidaire, e in collaborazione con SAR-Navarra e l’Associazione per il sostegno del popolo siriano (AAPP), nei giorni scorsi abbiamo effettuato un primo volo umanitario nell’area terremotata con 24 tonnellate di aiuti umanitari, oltre ad apparecchiature sanitarie e ortopediche.

    Dopo aver ricevuto le richieste urgenti dell’ospedale Aqrabat, dell’ospedale Al-Shifaa e dell’Atmeh Charity Hospital, situati nelle aree siriane più colpite dal terremoto, abbiamo consegnato attrezzature mediche, ecografi, strumenti per interventi chirurgici, tra gli altri materiali, ai loro medici.

    Ci siamo inoltre recati nel campo profughi di Jinderes, che ospita migliaia di senzatetto in tende da campo, e abbiamo consegnato generi di prima necessità (kit da cucina e cibo) a 500 famiglie.

    Questa è stata la prima di una serie di iniziative umanitarie che realizzeremo a breve ed è stata possibile grazie a tutte le persone che hanno dato il proprio contributo in questa emergenza.

    Considerando che le conseguenze di questo tragico terremoto si protrarranno per molto tempo ancora, contiamo di effettuare diversi voli nelle prossime settimane. Per questo il tuo sostegno è fondamentale per salvare vite umane in questa emergenza umanitaria.

     

    Aiutaci a salvare vite in Siria.

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  • Namaka” dedica un numero speciale alla migrazione, alle  diritti umani e all’empatia

    Namaka” dedica un numero speciale alla migrazione, alle diritti umani e all’empatia

    La rivista spiega alcune delle cause delle migrazioni, fa appello alla memoria storica, incoraggia l’empatia e tratta anche il dramma di tutte quelle persone che rischiano la vita cercando di attraversare il Mediterraneo. Invita a riflettere sulla maniera in cui accogliamo i nuovi arrivati ​​e ci esorta a metterci nei panni delle persone che migrano. Questo nuovo numero tratta anche delle disuguaglianze e di come condizionano l’esistenza di tante persone nel mondo. Ma, soprattutto, vuole essere un inno alla speranza e alla partecipazione attiva e celebrare l’abnegazione di tutte quelle persone che, a braccia aperte, aiutano e denunciano le ingiustizie. Il numero 35 di Namaka pone domande alle quali a volte è difficile rispondere, ma che, come società, è indispensabile farsi.

    Namaka è stata elaborata grazie al contributo di Open Arms e soprattutto della sua coordinatrice pedagogica, Ángeles Schjaer, che fa questa riflessione: «Finché continueremo a costruire muri e proteggere i confini invece di proteggere gli esseri umani, continueremo a vivere in un mondo ingiusto. Dovremmo costruire più ponti e meno muri! Con questo progetto, ciò che vogliamo è avere un mondo più giusto e più comprensivo con tutte le persone, da qualunque parte provengano. Con “Educazione alla Libertà” apriamo le braccia, ma anche il cuore e la mente, per poter essere responsabili e onesti. Dobbiamo recuperare la memoria storica e pensare che viviamo in un Paese [la Spagna] da cui, qualche anno fa, tante persone emigrarono e fuggivano da una guerra e noi abbiamo avuto la fortuna di essere accolti dall’altra parte del mare e l’opportunità di ricominciare».

    «Questa rivista è un regalo per tutte quelle famiglie e scuole che si impegnano per offrire ai bambini contenuti che affrontano temi così importanti. In Namaka crediamo che la consapevolezza e l’informazione siano essenziali fin dalla tenera età, affinché i nostri figli sviluppino la capacità di decisione e azione. Per questo offriamo sempre proposte che incoraggiano l’attivismo, con l’obiettivo di far riflettere e cercare soluzioni alle sfide attuali”, aggiunge Sara Molina, curatrice della testata.

    Il 15 febbraio, la curatrice della rivista Namaka, Sara Molina, e Ángeles Schjaer, coordinatrice pedagogica di Open Arms, hanno presentato insieme questo numero speciale in un video in diretta sul canale IG di Namaka.

    Inoltre, Ángeles Schjaer ha anche parlato con Sara Molina nel podcast “Fora tabú!”, rivolto al personale docente, in cui la curatrice della rivista Namaka parla di questioni controverse che devono essere affrontate in classe. In questo capitolo, Schjaer ha presentato il progetto “Educazione per la LIbertà”, che Open Arms realizza nelle scuole e negli istituti superiori, per sensibilizzare su migrazione, empatia e diritti umani.

  • Aiutaci a salvare vite nelle zone più colpite dal terremoto in Siria

    Aiutaci a salvare vite nelle zone più colpite dal terremoto in Siria

    Per aiutare la popolazione civile colpita da questa emergenza umanitaria è essenziale fornire assistenza medica e sanitaria immediata, in modo tale da poter curare le migliaia di persone colpite dalle conseguenze del terremoto. La direzione medica dei tre ospedali (Aqrabat Hospital, Atmeh Charity Hospital e Al Shifaa Hospital), che attualmente lavorano in condizioni davvero difficili, ci ha inviato una lista di materiale sanitario da reperire con urgenza. Per questo motivo, in alleanza con SAR Navarra, che collabora e partecipa a questa missione, abbiamo avviato un’attiva campagna di raccolta fondi, che saranno interamente destinati al reperimento di dispositivi medici, materiali di consumo e materiali ortopedici da destinare a questi centri sanitari. 

     Una volta raccolti, li invieremo con un volo umanitario, attraverso  la Turchia, in collaborazione con il nostro partner Solidaire, un’organizzazione che con il suo Boeing 787-Dreamliner trasporterà tutto il carico all’aeroporto di Adana (Turchia). Da lì, sarà poi distribuito dal nostro partner locale siriano agli ospedali dove è prevista la missione. 

     

    Il tuo sostegno è fondamentale per salvare vite umane in questa emergenza umanitaria.

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